Romania 2004

Diario di viaggio

“Sabato ore 16.00 arrivano le prime telefonate dai partecipanti provenienti dalle varie regioni italiane, che chiedono le ultime indicazioni per poter raggiungere Trieste e Muggia, luogo di ritrovo e di partenza l’indomani.Gli ultimi equipaggi giungono a Muggia verso le 22.00 a bordo dei loro fuoristrada carichi di materiali e generi alimentari da destinare ai bambini meno fortunati dei villaggi rumeni.Parcheggiati i mezzi, tutti assieme andiamo a mangiare una pizza, con l’intento di conoscersi un po’ i partecipanti prima della partenza.Da subito tra i presenti, impazienti di partire per vivere questa stupenda esperienza, si crea uno splendido clima interno al gruppo, tra una risata e l’altra.La serata si conclude velocemente, tra un karaoke e l’altro, l’indomani ci aspetta una giornata impegnativa di trasferimento da Trieste fino in Romania.

E’ l’alba, sono le 05.30 di domenica 25 aprile, il sole non si è ancora alzato, anche lui come tutti noi fatica a svegliarsi.Tutti i fuoristrada si dirigono al punto di ritrovo e partenza, fissato per quest’anno presso la concessionaria Autoline di Muggia.Li ad attenderci l’amico, nonché titolare della concessionaria il Milan che ci ospita nella struttura, da una parte si sbrigano le ultime formalità delle iscrizioni dall’altra vengono offerte dalla ditta Dabet le colazioni a tutti noi. Nel parcheggio esterno mano a mano arrivano i partecipanti che dopo aver parcheggiato i mezzi, si dedicano alla piacevole e coreografica opera di “adesivaggio”, sistemando nei modi più artistici l’adesivo porta numero, assieme agli adesivi dati dai supporter dell’iniziativa.Come in ogni buon raduno, prima del taglio del nastro tricolore, foto di gruppo sotto lo striscione di partenza, facce un po’ assonnate ma entusiaste e ansiose di accendere i motori.Ore 8.20 tutti hanno “posato” per la foto di partenza, ed ora incolonnati partiamo alla volta del primo confine tra l’Italia e la Slovenia.Simpatico pensare che stiamo varcando un confine che al nostro ritorno non troveremo, in quanto il primo maggio la Slovenia farà parte dell’Europa.Già dopo i primi chilometri e l’attraversamento del confine il gruppo è ben amalgamato, ed il cb è già rovente.Naturalmente a capo della colonna, come una faro guida nella notte, ci sta il mitico Franco che a bordo del suo Roky ( di un verde unico al mondo) come un buon cane pastore guida il gruppo.Dopo alcune orette di guida ecco il confine con la Croazia, la guida del Nord Est via radio comunica a tutti di stare in “silenzio radio”, effettivamente non è un’impresa facile, chiedere silenzio al nostro gruppetto.Via il confine è alle nostre spalle, facciamo un paio di metri e con la scusa di attendere il passaggio della frontiera degli ultimi, si improvvisa una sosta “pipi” accolta con entusiasmo un po’ da tutti.Far fermare tutta la colonna e far si che tutti riescano nelle proprie “intenzioni”, non è cosa veloce, per questo dopo il canonico quarto d’ora la nostra “guida baffuta” richiama tutti per la partenza.Via nuovamente a bordo dei mezzi per un nuovo tratto di trasferimento fino alla frontiera con l’Ungheria. Poco prima della frontiera facciamo una sosta per poter rifornire tutti i fuoristrada, con l’intento di non far tappa in territorio ungherese. Subito dopo aver oltrepassato la frontiera, si avverte un clima diverso, i veicoli presenti sulle strade diminuiscono e si inizia a vedere una realtà d’altri tempi, dove comunque il ricordo del passato, come del resto in Romania è ancora presente.Per attraversare l’Ungheria ci impieghiamo buona parte della giornata. I panorami offerti sono splendidi, immense distese coltivate in modo estensivo, grandi estensioni ricoperte da fiori gialli, torri per il prelievo dell’acqua sparse, che affiorano in queste pianure dove l’occhio non ne vede il confine tra cielo e terra. E’ ormai sera quando varchiamo il confine tra Ungheria e Romania. Le pratiche per il passaggio del confine sono relativamente veloci, il che fa piacere a tutti, anche perché dopo aver percorso quasi 800 chilometri, per tutti è giunta l’ora di riposare.Anche l’ultima fuoristrada ha oltrepassato il confine e tutti nuovamente in colonna ci dirigiamo verso la città di Arad, dove ci attende il nostro corrispondente rumeno. Ok, stanchi ed un po’ provati svoltiamo a sinistra nel parcheggio del primo albergo che ci ospiterà per la prima notte rumena.Dopo le formalità legate all’assegnazione delle stanze, ci ritroviamo subito dopo a cena, nel corso della quale il nostro referente rumeno Dinu, ci illustra la nostra settimana rumena, indicandoci le piste che percorreremo e le città che nel corso del viaggio visiteremo. A questo punto veramente “cotti” dal viaggio prendiamo possesso delle stanze e ci addormentiamo con il pensiero ai prossimi giorni.

Ci accarezza la luce della prima mattinata rumena, è lunedì 26 aprile, ed anche se è appunto un lunedì tutti sono entusiasti della giornata che si sta aprendo. Dopo l’abbondante colazione, dove i più si approvvigionano “modello deserto” si rientra in macchina per affrontare la prima parte di off road attraversando i monti di Zarand, che ci offrono dei passaggi off road di tutto rispetto attraversando una foresta dopo l’altra. Questa prima mattina mette tutti alla prova, anche chi si avvicina al fuoristrada per la prima volta. Proprio a questi equipaggi vengono riservate le attenzioni maggiori, l’assistenza e gli istruttori del Nord Est fanno il possibile per rendere semplici e valicabili tutti i passaggi, dando brevi ma mirate indicazioni e suggerimenti di guida.La prima piccola selezione tra i driver più esperti ed i novizi la si ha sempre nel corso della mattinata quando ci troviamo in mezzo alla foresta a dover superare un bel canalone formatosi con le abbondanti piogge dell’inverno.Per i numerosi “cameraman” il passaggio che affrontiamo uno ad uno rappresenta uno spunto interessante per realizzare delle immagini suggestive. Tutti senza alcun problema riescono a superare il canalone, “cavalcandolo come un toro”.L’operazione è resa ancora più divertente dalla abbondante quantità di fango presente, che forma quello strato scivolosissimo che mette alla prova i piloti.Superato il canalone proseguiamo seguendo la nostra nuova guida, Dinu.Prima di arrivare al pranzo, la giornata ci riserva un altro bel passaggio, l’attraversamento di un guado profondo, ma non pericoloso.Anche qui tanti gli scatti fotografici fatti, uno ad uno i fuoristrada entrano nel fiume e lo risalgono per alcuni metri. Uno dei “reporter” decide di appollaiarsi sul tetto di una delle macchine, un bel Land Rover 110, per poter girare una scena del fiume.Verso la metà del guado la Land si blocca, ed allora il nostro operatore posa la telecamera, si rimbocca le maniche, dal tetto si cala sul cofano per poter attaccare la corda di traino dal gancio della Land, fino al gancio traino del mitico “tatazza”, un potente TATA guidato dal Max dell’Abruzzo Fuoristrada.Le battute in tono scherzoso si sprecano sul commentare il recupero del Land, e per l’intera giornata sarà argomento di “chiacchiera” via cb.Finito il passaggio del guado, si riprende la marcia, lungo le piste che corrono vicino al fiume.Capita spesso di vedere animali nei prati, dai maiali, di tutti i “modelli”, “automobilisticamente” parlando, dai maiali station vagon a quelli modello mini car, ed infine ai cavalli.La pausa pranzo finalmente arriva, parcheggiamo i nostri mezzi ed entriamo dai pescatori, nel loro circolo dove troviamo una struttura caratteristica, il nostro ristorante. Ci vengono servite le specialità locali a base di pesce, il tutto innaffiato con del vino e dell’ottima grappa rumena.

Si riparte, in direzione della città di Vata che raggiungeremo in serata.Il pomeriggio ci riserva altri passaggi divertenti,una prima salita erosa dall’acqua, che crea qualche problema ad alcuni mezzi.Dopo qualche recupero, si prosegue il nostro giro sempre contornati da animali dei più diversi.Un enorme gregge di pecore ci blocca per un po’ la strada, attendiamo con pazienza il loro transito, e proseguiamo .In serata giungiamo nella città di Vata, dove prendiamo posto in hotel, pronti per la seconda giornata rumena.

Martedì 27 aprile, si parte di buon mattino per visitare il museo dell’oro di Vata.Ci viene spiegata l’importanza dell’estrezzione dell’oro in questi luoghi, unico motivo di vita per intere generazioni.Proprio qui venivano estratti in passato notevoli quantità d’oro, e fin dai primi tempi si studiavano le migliori tecniche estrattive.Il museo che visitiamo, denota lo scorrere del tempo ed il cambio delle politiche, ma rimane pur sempre un riferimento importantissimo. Dalla città di Vata via fuoristrada ci spostiamo verso la città di Alba Julia, dove arriveremo in serata.

Siamo al martedì 27 aprile, dopo la mattinata off road eccoci arrivare alla pausa pranzo, organizzata in un villaggio lungo il nostro tragitto, all’interno di un’abitazione privata.Si respira un’aria particolare, un forte calore umano,dato dai partecipanti euforici dei primi giorni di viaggio, e dai padroni di casa.Concluso il pranzo, il nostro buon Remigio, il mago della meccanica, si cimenta, suo malgrado nella riparazione volante, di una piccola noia sul mezzo della nostra prima guida il mitico Franco.Per nostra fortuna una parte dei presenti, nel contempo si adopera per fare e servire un buon caffè all’italiana, direttamente dalla moca, sistemata su uno dei provvidenziali fornelletti da campo del Max e del Gabriele.

Il pomeriggio ci riserva un percorso suggestivo, e l’attraversamento di un bel guado ben più tosto dei precedenti.Questa volta però qualcuno si trova un pochino in difficoltà, per meglio dire con il motore che ha deciso di scioperare proprio durante l’attraversamento del guado. L’importante come spesso si dice in questi casi è “prenderla con filosofia”…. Altro che filosofia, quando ti trovi in un guado a motore spento l’unica filosofia che ti sovviene è quella dei “santi”…Alcuni hanno proposto di dotare alcune vetture maggiormente soggette a questo tipo di problema “da guado”, di un impianto di rilascio del sapone interno alla macchina automatico, così nell’attesa di esser trainati fuori dal guado, si ha l’occasione di pulire bene il mezzo.Battute a parte dopo il transito di tutti gli equipaggi ci siamo diretti verso la zattere che ci farà attraversare un grosso fiume, non guadabile.

Per tutti noi l’attraversamento di questo fiume a bordo della chiatta senza motore regolata solamente dalle carrucole e guidata da un unico grosso cavo d’acciaio, rappresenta motivo di interesse e curiosità.A gruppi di quattro mezzi per volta dopo circa quaranta minuti tutti assieme riprendiamo il viaggio in direzione della città di Alba Julia.Nella città ci fermeremo anche il mercoledì 28 aprile.Per l’ora di cena giungiamo ad Alba, nell’Hotel a ridosso delle vecchie mura che circondano il centro storico.

Siamo giunti a mercoledì 28, colazione volante come di consueto e via in macchina nella foresta della Transilvania. La mattinata ci riserva diverse sorprese fuoristradistiche.In una di queste il Franco ha “l’occasione” di utilizzare il suo fiammante verricello, per potersi togliere dagli impicci, in una curva in discesa al quanto insidiosa.Dopo la mattinata off road, nel primo pomeriggio facciamo tappa lungo uno splendido lago, dove ci attende la pausa ristoro, organizzata presso i pescatori locali.Forse proprio questo pranzo è il più sentito dai presenti, non solo per le pietanze servite, ma soprattutto per i canti ed i balli improvvisati da tutti noi.La giornata è proseguita con una nuova parte off road che ci ha offerto scorci particolari, resi ancor più caratteristici da una nebbiolina, che nel contesto non dava alcun fastidio, non stonava, anzi rendeva il percorso più suggestivo.Come previsto dal programma, nel corso della serata rientriamo a Alba Julia per il pernotto.

L’alba di un nuovo giorno, giovedì 29 aprile, da Alba Julia ci spostiamo via fuoristrada verso la nostra prossima meta, la città di Deva.Questa giornata la dedichiamo alla visita di un monastero che ci affascina per la storia che lo vede protagonista e per lo splendore delle opere d’arte contenute in esso.Il fuoristrada durante la giornata è più soft, i tratti impegnativi non sono molti, a vantaggio dei paesaggi splendidi che attraversiamo velocemente sempre il direzione della città di Deva.

Lungo il tragitto ci fermiamo al castello di Hunedoara una delle principali dimore del Conte Vlad, il Conte Dracula.Nel tardo pomeriggio la carovana arriva a Deva, una piacevole cittadine, giovane,solare che abbiamo la possibilità di visitare durante un breve giro prima della cena.

Andiamo a riposare sapendo che la giornata conclusiva in Romania sarà già domani, ed il programma di viaggio parla chiaro, fuoristrada duro per l’intera giornata.

Siamo giunti ormai alla giornata conclusiva del raduno, partenza dalla città di Deva in direzione Arad ultima tappa del nostro viaggio.La mattinata off road si apre subito con alcuni passaggi impegnativi, che mettono a dura prova gli equipaggi. Anche i meno esperti dopo la settimana fuoristradistica hanno appreso diverse nozioni utili. Nel corso della giornata, attraversiamo alcuni villaggi dove scarichiamo gli aiuti umanitari trasportati dall’Italia grazie all’accordo stretto con l’associazione BambininelDeserto di Modena e grazie anche all’iniziativa dei singoli equipaggi.

Tocca profondamente il cuore di tutti quando consegni un po’ di materiale a quei bambini e ragazzi che si ritrovano nel nulla, “un nulla” che forse a loro porta maggior serenità che a noi nel nostro “tutto”.Certo non abbiamo la presunzione di colmare i mali della Romania con i materiali che trasportiamo, ma crediamo, e ne siamo convinti, che sia il minimo da fare, visitando quei luoghi, così affascinanti, ma anche così ricchi di contraddizioni, di ingiustizie sociali e non solo.Sicuramente la giornata finale, il venerdì appunto, per tutti rappresenta la giornata più significativa, al di la del fuoristrada fatto.

Anche oggi la giornata viene spezzata dalla pausa pranzo, che abbiamo il piacere di fare presso una struttura privata che ci accoglie con grandi fasti.

Nel corso della giornata facciamo anche una simpatica sosta caffè sempre ben organizzata dagli eletti cambusieri del Raid.Tra un sorso di caffè e l’altro improvvisiamo un giro tondo, bene specificarlo senza alcuna valenza politica, anche perché per fortuna da certe cose siamo distanti oltre 800 chilometri, quegli stessi chilometri che andremmo a percorrere domani, sabato, giorno di rientro.Siamo giunti nella tarda serata ad Arad nell’hotel che ci ha ospitato la prima notte in Romania.Dopo la cena, Dinu il nostro corrispondente rumeno si congeda da noi dopo alcune brevi ma importanti considerazioni sul viaggio.Suona l’ultima sveglia in Romania, è sabato primo maggio, data storica per molti paesi tra i quali l’Ungheria e la Slovenia che entrano in Europa.Forse anche grazie a tutto questo le frontiere sono quasi inesistenti al nostro passaggio, che per nostra fortuna avviene velocemente.Nel corso del viaggio di ritorno poche e brevi sono le soste permesse dalla rigida tabella di marcia che ci impone un ritmo sostenuto per poter arrivare in Italia in un orario decente. L’unica sosta degna di questo nome la facciamo presso un’area di servizio autostradale, che per l’occasione trasformiamo nel nostro ristorante privato a cielo aperto, sotto un sole cocente.Diamo sfogo a quanto rimasto, dai formaggi alle ricotte donateci dagli abitanti di quei villaggi dove abbiamo lasciato gli aiuti, e naturalmente al caffè finale.

A fine giornata il nostro conta chilometri segna che abbiamo percorso nella sola giornata di oggi oltre 800 chilometri ed in totale oltre 2600 chilometri dalla partenza da Trieste sette giorni prima.

Stanchi, veramente provati fisicamente, ma estremamente soddisfatti del gruppo che si è creato, e di quanto fatto per i meno fortunati, chiudiamo le pagine di questo diario che ognuno di noi custodirà a proprio modo per sempre e gelosamente. La manifestazione per l’edizione 2004 è stata sostenuta da parter di rilievo, che hanno dato lustro,e reso possibile il tutto, un ringraziamento particolare va sicuramente alla Motul,alla concessionaria Autoline di Muggia, al Mercatino che da lungo tempo ci supporta dandoci un prezioso spazio all’interno del settimanale, alla Dabet azienda che opera nel servizio di distribuzione automatica delle bevande e non solo, all’Avis in particolare la sezione di Trieste, alla Sportler che con i suoi numerosi punti vendita offre un’ampia vetrina di prodotti rivolti al mondo dello sport e non solo, ed infine alle tante persone che per mesi hanno sacrificato il loro tempo e le loro risorse per poter portare a termine il raduno.Grazie a Tutti!